Approfondimenti e Riflessioni

Riflessione sul Vangelo di Domenica 7 Dicembre 2014

 

7 dicembre 2014

“Preparate la via al Signore”

 (Is 40,3)

  

Isaia ci parla della tenerezza consolante di Dio verso il suo popolo e la paragona a quella che un pastore ha verso gli agnellini e le pecore madri. Questa può essere l’esperienza di ognuno di noi quando avvertiamo il desiderio di incontrarlo, di sentirlo accanto, di essere inondati della sua luce. Ma, perché egli possa entrare nella nostra vita, occorre togliere gli ostacoli che ci separano da Lui, occorre aprirgli il cuore: “ convertirsi”.

Ci sentiamo interpellati dalla parola conversione?

  • Qual è la nostra reazione? Abbiamo davvero voglia di fare spazio a Gesù?
  • Cosa occorre perché la nostra conversione sia reale e completa in tutti i nostri rapporti (familiari, professionali, sociali)?
  • Cos’è veramente Dio per ognuno di noi?
    E Gesù Cristo?

Riflessione sul Vangelo di Domenica 30 Novembre 2014

State_attenti_vegliate

 

 

                  30 novembre  2014

   “State attenti, vegliate!”

 

 

 

“Veglia” chi tiene viva l’attenzione d’amore a Gesù che verrà, ma che già ora viene e ci incontra, in qualunque ora, nel nostro atteggiamento di servizio.  “Non veglia” chi si perde in calcoli sul come e sul quando, e non si impegna concretamente nella vita; neppure chi non aspetta più nulla e si adagia nelle false sicurezze della vita presente, dimenticando che le realtà essenziali sono altrove. 

Durante il tempo di Avvento cercheremo di:

  • Stare attenti a Gesù quando ci parla per lasciare risuonare in noi la Sua parola. 

  • Vegliare facendo bene, ogni attimo, quel che Dio vuole da noi. Ricordandoci di essere degli “abbracciati dall’amore di Dio”, che devono diventare “amore per agli altri”.

 

novembre  2014

   “State attenti, vegliate!”

“Veglia” chi tiene viva l’attenzione d’amore a Gesù che verrà, ma che già ora viene e ci incontra, in qualunque ora, nel nostro atteggiamento di servizio.  “Non veglia” chi si perde in calcoli sul come e sul quando, e non si impegna concretamente nella vita; neppure chi non aspetta più nulla e si adagia nelle false sicurezze della vita presente, dimenticando che le realtà essenziali sono altrove. 

Durante il tempo di Avvento cercheremo di:

  • Stare attenti a Gesù quando ci parla per lasciare    risuonare in noi la Sua parola. 

  • Vegliare facendo bene, ogni attimo, quel che Dio vuole da noi. Ricordandoci di essere        degli “abbracciati dall’amore di Dio”, che devono diventare “amore per agli altri”.

Solennità della Chiesa locale

Solennita_chiesa_locale

 

 

                   16 novembre 2014

 

Solennità della Chiesa locale

 

 

 

 

 

La liturgia odierna ci fa ricordare che il tempio materiale non è che l’immagine del tempio spirituale, costruito di pietre vive (1Pt 2,5), che siamo noi, nella comunione e nella corresponsabilità, per l’edificazione del popolo di Dio. In questa “Solennità della Chiesa locale” celebriamo il legame che unisce la nostra comunità con il Vescovo nell’insieme della comunità diocesana. E nello stesso tempo ricordiamo la dedicazione della nostra Chiesa. “Aderendo al suo pastore e da lui, per mezzo del Vangelo e dell’eucaristia, riunita nello Spirito Santo”, ogni comunità cristiana deve sentirsi impegnata a costituire “ una Chiesa particolare, nella quale è veramente presente e agisce la Chiesa di Cristo, Una, Santa, Cattolica, e Apostolica”

(Christus Dominus,11 )

Agli Amici Sposi in Difficoltà

Carissimi sposi,
     che vivete l'esperienza della separazione e, forse, avete avviato una nuova relazione coniugale, vorremmo esprimere tutta la premura della chiesa. Non sentitevi giudicati né abbandonati. Vi vogliamo bene.
     L'amore per la verità del mistero grande dell' Amore, che si esprime nel matrimonio, ci induce ad osservare attentamente le nuove unioni nate da relazioni sponsali infrante. Esse non sono segno evidente dell'amore unico, fedele, indiviso di Cristo per la Chiesa.

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Il Significato Alto della Pasqua

Cari abitanti del Santo Volto, Provo a dirvi il significato alto della Pasqua.

 

  • Gesù, figlio di Dio, Dio lui stesso,   condivide trent’anni di vita nell’umiltà, nel lavoro a Nazaret.
  • Poi dedica tre anni a costituire una piccola comunità scegliendosi dodici collaboratori tra persone comuni del popolo, per comunicare con opere e parole, il disegno del Padre da sempre in azione nell’umanità con impareggiabile misericordia e amore viscerale.

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